Storie (di Edmondo Bellanova)

Ieri sera ho provato le stesse sensazioni di quando, anni fa, si tenne la mostra antologica del prof. Stefano Cavallo nella sala grande di rappresentanza del comune di Ostuni

Da allora la sala è poco cambiata, anzi è di molto deteriorata: infissi sverniciati e cadenti, carta da parata ammuffita e tenuta unita da pezzetti di nastro adesivo; amplificatori neri e brutti malamente appiccicati alle pareti; fori e buchi messi in maggior evidenza da luci dirette sparate verso il basso; scomodissime sedie di legno, anni ’50; candelabro monumentale mimetizzato in antica polvere e spifferi da ogni parte. Non rallegra l’atmosfera la sequela dei ritratti degli austeri ex sindaci della città, anch’essi sbiaditi dal tempo e dalla polvere, in cornici scompagnate.

La città di Ostuni non merita questa sala e non è assolutamente dignitoso accogliere in tale ambiente i tanti ospiti importanti e meno che visitano la città.

Ieri sera ero lì per la presentazione del libro di Vincenzo Palmisano “Storie”-Edizioni Il Punto-Locopress/Mesagne e, ancora una volta, mi sono sentito orgoglioso d’essere sanmichelano.

Non ho ancora il libro ma lo comprerò, lo leggerò con attenzione e amore e lo conserverò, nella mia piccola biblioteca, tra i volumi importanti.

Di Vincenzo Palmisano hanno parlato Teresa Legrottaglie, Don Antonio Chionna, Pino Cecere (al quale auguro l’affrancamento dal brutto aggettivo inglese che lo distingue da altro omonimo) Lorenzo Cirasino e Ferdinando Sallustio che non hanno avuto alcuna difficoltà nel mettere in evidenza le doti umane, professionali ed artistiche dell’autore.

Il libro è stato presentato dallo stesso autore che ripercorre parte della sua vita e delle sue esperienze scritte con  inconfondibile stile conciso, stringato ed efficace, pulito e preciso,  ricco e forbito.

 Le sue “Storie” sono la continuazione del tentativo di don Antonio Chionna e di Marco Marraffa di scrivere la storia di San Michele Salentino, ma questa volta c’è  una particolare attenzione all’aspetto umano dei protagonisti, ai colori e sapori, gesti e voci del paese.

 Una storia breve fatta da onesti contadini e artigiani, piccoli commercianti; gente che di un bosco impervio ha fatto una ridente cittadina, operosa ed accogliente, fortunata nell’aver dato i natali a professionisti ed artisti di grande valore.

Palmisano scrive di loro, di se  e del suo paese con la grande capacità di descrivere cose, persone, luoghi, sentimenti in modo semplice ed accessibile.

Una bella serata condivisa da un foltissimo pubblico; un giusto omaggio a quest’uomo che della riservatezza, gentilezza, serietà e professionalità ha fatto la sua regola di vita. Un uomo che pare fuori dal tempo e dallo spazio tutto concentrato su valori che vanno a perdersi.

Peccato che a rendere il doveroso omaggio a Vincenzo Palmisano non ci fosse alcun amministratore del Comune di San Michele Salentino!

 Spero che in casa nostra si faccia meglio e di più.

sanmichelesalentino13.12.2012edmondobellanova

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