Viaggio nei musei dell’orrore: dal Castromediano alla pinacoteca di San Michele Salentino

Ieri, mercoledi 6 giugno 2012, ho letto sulle pagine di Repubblica-Bari l’articolo di Lorenzo Madaro sulla relazione complessa tra spazi museali e opere d’arte, tra contenitore e contenuro. Un rapporto articolato che, si legge nell’articolo, soprattutto in anni recenti, ha scatenato ampie riflessioni tra gli esperti del settore, poiché un buon allestimento è il primo passo per favorire un rapporto positivo tra il pubblico e l’opera.

Madaro comincia così ad elencare “gli orrori” commessi in Puglia fino a giungere alla pinacoteca di San Michele Salentino. Ecco cosa scrive in merito: “A pochi chilometri (da Brindisi), la Pinacoteca Cavallo di San Michele Salentino ha un prospetto esterno poco accogliente e pavimentazioni tirate a lucido, a mo’ di centro commerciale, nonostante sia stato restaurato di recente”.

Non avendo, io, competenze nel settore artistico ed architettonico, mi sembra un po’ forzato definire la nostra pinacoteca “un orrore” perché il pavimento è lucido ed il prospetto è poco accogliente.

Condivisibili, invece, le conclusioni del giornalista: “Il problema, che investe quasi tutte le realtà, rimane poi la mancanza di una programmazione a lungo termine, dovuta anche alla fisiologica mancanza di finanziamenti, e di una comunicazione opportuna rispetto agli standard anche solo nazionali: bel grattacapo per una regione che sta entrando sempre più nei circuiti turistici internazionali, ma forse solo per merito del fascino dei nostri munumenti e del paesaggio”.

Rocco D’Urso

 

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