Rossella dice: “se ci saranno i Nomadi,dopo anni, verrò alla festa patronale“.L’argomento del cantante “di richiamo” per la sera della festa patronale mi sembra banale, ma si presta ad alcune riflessioni che voglio rifare (il racconto “la festa” è stato un tentativo non tanto fortunato!).
Vedo con piacere che il Comitato sta progettando anche la patronale del 2011 ma, espresso tutto il riconoscimento dovuto a loro per l’ingrato compito di reperire i fondi ed organizzare l’evento, desidero evidenziare alcune osservazioni
Intanto, un concetto fondamentale: stiamo confondendo la festa patronale con un concerto. La festa era, è o può essere, l’occasione attesa un anno per ritrovarsi, riabbracciare parenti ed amici, riassaporare il gusto delle nostre ricette (quelle cucinate dalla mamma o dalla nonna), tornare al trullo o alla lamia, riassaporare il gusto della frutta colta direttamente dall’albero, riascoltare il canto delle cicale, farsi cullare dal caldo vento di scirocco e, la sera, per strada, con i vicini di casa raccontare ed ascoltare storie.
Poi ci sta bene la banda musicale con i suoi brillanti ottoni, la cassarmonica e la villa di mille luci colorate addobbata, lo spumone consumato ai tavolini in piazza, la processione di ringraziamento al Santo Protettore, le bancarelle dei giocattoli e delle noccioline ed i fuochi d’artificio che scrivono in cielo tutta la gioia per aver passato un giorno di festa da gente che normalmente non si può permettere di sprecare soldi per aria, ma la festa …
Da anni, invece, stiamo solo organizzando concerti con tanta gente che viene ad occupare la piazza ed ogni spazio! Una calca infernale che non ti permette non dico il passeggio ma neanche lo spostamento.
Salutarsi, parlare, dialogare, resta un sogno! Gli amplificatori, a tutto volume, ti fanno sbattere il cuore in gola e… ti isolano. Si rimane soli tra mille con il terrore di perdere di vista nipotini e figli.
I forestieri, per i quali organizziamo tutto questo, mangiano e bevono, ma vanno via non avendo avuto la possibilità di visitare la nostra Pinacoteca; non hanno passeggiato per il centro storico, magari, con visita ad una casa di “fun” arredata con le nostre antiche cose; non hanno scoperto la bellezza della nostra campagna che ti consente ancora di vivere nella natura e non in un affollato condominio com’è quella di Ostuni, Costernino, Martina, ecc. Hanno mangiato frittura, pizza e focaccia come in ogni altra località del mondo ma non le nostre specialità. Hanno intasato, per chilometri le strade, ma non portano via con loro la splendida atmosfera di questo nostro paese, caldo, calmo, ospitale, sereno, amichevole.
Allora, la festa la facciamo per noi o per il forestiero?
E’ proprio necessario competere con i comuni limitrofi nello spendere di più per accaparrarsi il cantante di voga? E’ possibile festeggiare il Santo patrono con maggiore attenzione verso le tradizioni nella consapevolezza che lo sviluppo del territorio passa proprio per questa strada e non per gli assordanti concerti da stadio?
Spero che qualcuno dia delle risposte, nel frattempo…Rosella, torna nel tuo paese! I complessi li potranno sentire in qualsiasi stadio, ma qui il tempo è ancora segnato dall’orologio della piazza e dalle campane di don Tony che chiamano le vecchiette al rosario della sera!
sanmichelesalentino19marzo2011edmondobellanova
almeno da anni la festa patronale, con l attuale amministrazione, SI STA FACENDO! Al contrario di quando “amministrava” qualcun altro
Per favore… scriviamo articoli interessanti e non baggianate!
Con tutto rispetto…
Dai!
Se proprio desiderate un’atmosfera più intima, mi offro volontario come cantante!!!!
Come al solito, chi lavora suda e chi osserva critica!!!!
Per l’anonimo gino: La questione festa patronale viene trattata, ormai, da anni, sia “virtualmente” su queste pagine, sia nelle discussioni “reali”. Mondino, da cittadino sammichelano e attento e conoscitore alla nostra cultura, sta solo dicendo di riflettere sul significato che si dà alla festa patronale in quanto, e lo penso anch’io, si sta perdendo la dimensione umana (difficoltà di dialogo, difficoltà di spostamento, difficoltà ad usufruire degli spazi, ecc…) della festa.
Credo che si possa conciliare la tradizione con la manifestazione (i concerti), assegnando a ciascuna dimensione ideneo spazio.
Il fatto che la festa sia affollata è logica conseguenza del desiderio di sammichelani e non, di parteciparvi. Francamente non capisco il problema.
Sono d’accordo con Mondino.
Prima di andare via da San Michele, ogni anno aspettavo la festa patronale per le bancarelle, i comici e i cantanti, non curandomi dell’importanza della stessa. E’ da sette anni che vivo a Milano e a distanza di tempo ho manifestato la forte necessità di VIVERE la festa patronale.Chi è in paese non si rende conto di quello che ha e di quello che vive in quei giorni, o meglio,fa i conti alla fine della festa e si lamenta dell’afflusso di gente. Tornare al paese, vedere le luminarie, la cassarmonica, la gente seduta ai tavolini a mangiare le noccioline, i bambini con i palloncini in giro per le strade, gente che ti saluta (con le domande: quando sei arrivata, quando te ne vai, che si dice a milano, e come va il lavoro)la processione, la statua di San Michele Arcangelo,è un’emozione fortissima, che solo chi è obbligato a star fuori può capire. Non parliamo poi dell’assaporare i frutti direttamente dall’albero, mangiare in campagna con tutti i parenti, far tardi al bar con gli amici…potremmo aprire un capitolo infinito!
Non capisco comunque l’indignazione dell’anonimo, almeno una volta non si parla di politica e di nuova e vecchia amministrazione…Mondino come volevasi dimostrare, c’è chi fa i conti prima e dopo la festa!
PER EDMONDO BELLANOVA…
Io a san michele ci ritorno spesso,non nel mese di agosto semplicemente per una scelta logistica delle ferie.andare in giro o al mare in agosto è un disastro c’è troppa gente!il mio era un innocente pensiero,sarebbe bello vedere i nomadi in piazza!non volevo creare un marasma con la mia affermazione…di solito assaporo i gusti,l’aria e la bellezza delle nostre zone a giugno o settembre,premesso che non sono una che fa molto vita mondana di solito quando sono giù sono a casa dei miei ed esco pochissimo,preferisco il tepore della mia casa!mi è sempre piaciuta l’atmosfera della festa,le lucine,la musica,il profumo che si respira…ma per una mia scelta saranno almeno 7 o 8 anni che non vengo per la festa patronale,semplicemente quest’anno pensavo di venire e ho proposto chi mi piacerebbe ascoltare mentre sono in piazza con i miei amici!
Che mondino abbia i suoi rispettosi anni, ben venga…forse gli sfugge che il progresso, il fatto di essere cittadini del mondo, la famigerata globalizzazione ha un prezzo, e non credo che al forestiero gli “freghi” qualcosa di visitare la nostra pinacoteca proprio il giorno della festa patronale, semmai, se davvero interessato, ci verrà in un altro giorno. Le tradizioni, importantissime, vanno rispettate e conservate, ma questo non significa che nulla debba mai cambiare. E non sempre i cambiamenti sono negativi. Ci sono milioni di altri momenti da organizzare per mantenere vive le tradizioni sammichelane senza essere per forza fermi alla “Masseria Nova”. Io non sono credente, ma penso che chi lo sia davvero riesca a trovare nell’intimo il vero significato della festa patronale, almeno per pochi, essenziali, attimi. la scorsa festa è stata una bolgia infernale, è vero….ma è stata una bolgia. E, anche se Albano non è proprio tra i miei cantanti preferiti, ho visto nell’amministrazione il tentativo di fare un regalo proprio ai cittadini un pò più in là con gli anni. Il ragazzo si sposta comunque, fa centinaia di chilometri per andare a vedere concerti e coltivare i suoi interessi, la famiglia attempata ha serie difficoltà. Insomma, non ho visto nessuna gara tra i comuni, solo un regalo che è stato MOLTO apprezzato….vista la suddetta bolgia. Inutile dire che non si può fare tutti contenti.
Concordo però nel dire che non è un concerto che fa conoscere il nostro paese nel mondo. Ma non è la festa del patrono che ha questo compito. Dopo tutto chi viene in vacanza qui non viene certo per un giorno, e in quanto a tranquillità e convivialità si può ben rifare nei giorni precedenti o seguenti….sembra che tutta la socializzazione umana passi proprio per quel giorno…e che cavolo! Non spetta forse a qualcun altro ricordare la spiritualità del giorno santo?
Concludo…cara Rossella, niente scuse dunque. Non aspetto la festa patronale, nè spiritualmente nè consumisticamente, ma ben vengano i Nomadi…sempre meglio della Tatangelo
Un saluto a tutti.
A proposito delle campane di don Tony ( e precedentemente di don Lillino) io abito a venti metri dalla chiesia…..non vi dico che beatitudine nel mese di Novembre e della Quaresima….da taglio delle vene!
Se uno è poco poco depresso di suo, è un vero sollievo per l’anima lo scampanio a morto ogni quarto d’ora. Proponiamolo negli ospedali psichiatrici dico io!!!!! Il famoso prezzo da pagare no?
Premesso che esprimo un parere interessato, in quanto organizzatore insieme ad altri della Festa Patronale,…concordo pienamente con quanto affermato da Stefania.
Aggiungo che, dire o far un titolo del tipo “La Festa persa”, mi è sembrato eccessivo e direi anche fuorviante, facendo così intendere che in questi ultimi anni il Comitato si è divertito(!) ad organizzare solo concerti in concorrenza con altri Comuni dimenticando le tradizioni.
La tradizione del cantante o del gruppo che chiude la festa è una tradizione che si tramanda dagli anni 80…solo che prima si chiamavano Rocky Roberts o Rosanna Fratello, in questi anni invece si sono succeduti, fra vecchie e glorie più recenti, artisti come i Ricchi e Poveri, i Cugini di Campagna, Mietta, Fausto Leali, Matia Bazar, Spagna, gli Stadio(per il sottoscritto i migliori in assoluto che si sono esibiti a San Michele)..e Albano Carrisi.
Ma la solenne processione del santo Patrono e le navate della Chiesa addobbate a festa con pregiate stoffe come si faceva negli anni 60/70 non sono tradizioni in parte perse e poi faticosamente recuperate dal Comitato Feste Patronali????
Poi se uno è infastidito dalla confusione o dall’invasione dei forestieri…può in alternativa andare in campagna o al mare in quei giorni!…magari riassaporando il gusto del frutto colto direttamente dall’albero e ascoltare il canto delle cicale come dice Edmondo Bellanova. A me personalmente, trascorrendo in campagna 5 mesi all’anno…e avendone abbastanza del frastuono delle cicale e tastando con mano la bellezza del frutti colti direttamente dall’albero, non dispiace affatto che per tre giorni San Michele sia invasa “pacificamente” dai nostri cari emigranti e dagli innumerevoli forestieri.
Non dimentichiamo che i forestieri tornano spesso a San Michele durante il periodo invernale…forse memori, mi chiedo, della cornice estiva che offre San Michele nei giorni di Festa Patronale e non solo???…risponderei sicuramente di sì!
E’ chiaro che è possibile migliorare la Festa…arricchendola con altri contributi culturali che mirano al recupero di tradizioni o all’introduzione di elementi di novità. Ed è per questo l’invito pressante a coloro che vogliono contribuire con le loro idee a migliorare la nostra cara Festa Patronale…ma è logico che per fare questo è necessario “spendersi” umanamente e non sempre si è disposti a farlo.
Ringrazio comunque Mondino per aver contribuito con il suo pensiero, condivisibile o meno che sia, a questa bella discussione…perchè è sempre preferibile una critica costruttiva ad una critica “distruttiva e violenta”, sempre a proposito di Festa Patronale, come quella apparsa alcuni mesi fa su un periodico d’informazione.
Tornando ai giorni nostri, pur essendo già a lavoro sulla prossima Festa( che si svolgerà il 6-7-8 agosto),il Comitato non è ancora in grado(le difficoltà sono innumerevoli) di definire il programma e quindi bisognerà pazientare ancora un pò.