Non votiamo il PD

La rivolta del mondo della scuola contro la riforma di Renzi, oltre alle manifestazioni di proteste e scioperi vari, vede iniziative particolare che nascono sui social network atte a sfavorire il consenso del Presidente del Consiglio. La dimostrazione la danno la facilità e la rapidità con cui sono stati organizzati i flashmob. Insomma, la protesta contro la riforma scuola 2015 del governo Renzi assume anche un’altra forma: si lancia la parola d’ordine di “Non votiamo il PD”.

Si tratta oramai di un vero e proprio scontro tra il personale scolastico e il governo Renzi: il ddl della riforma scuola 2015 deve essere ritirato, altrimenti nessuno voterà il PD alle elezioni Regionali che si terranno a breve.

Le Elezioni Regionali chiameranno alle urne circa 17 milioni di italiani per il rinnovo delle amministrazioni regionali di Veneto, Liguria, Marche, Umbria, Toscana, Puglia e Campania e per il rinnovo di più di mille amministrazioni comunali. Si sostiene addirittura che le prime aperture e i primi emendamenti a firma proprio del PD servano a scongiurare la perdita di consensi nella prossima tornata elettorale.

La protesta è netta e il messaggio che si può leggere su Facebook è: “non voteremo PD”. L’unico strumento “efficace” per ridimensionare l’arroganza di Renzi, forte del 41% dei consensi conseguito alle ultime elezioni europee, al fine di ritirare o modificare sostanzialmente la riforma sulla scuola (e non solo).

Rocco D’Urso

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