Maledetti (di Edmondo Bellanova)

Con trattore, rimorchio, scopatrice, cernitrice a nastro, scope e rastrelli, due operai e tre di famiglia, questa mattina, di buonora, ci siamo recati nei fondi di contrada Natalicchio e Pezze di Ferro per raccogliere le olive. Ieri sera avevo fatto un sopralluogo e stimato in circa 40 quintali il prodotto a terra. Per la verità, quest’anno, le olive non sono di buona qualità e neanche utilizzando la raccolta meccanica con scuotitore-vibratore e reti si riesce a fare olio di qualità; ma quei 40 quintali a 30 euro/q. mi avrebbero fatto comodo per coprire le spese di tutto un anno!

Dal condizionale usato nel periodo precedente è facile intuire che… non abbiamo raccolto un cazzo! Le olive cadute, come per incanto, erano sparite e le piazzole, sino ad ieri, nere/blu erano diventate terreno arato pronto per la semina. Non mi ha consolato neanche guardare in alto le innocenti piante secolari: i rami erano del tutto scarichi e le olive volatilizzate. Meglio sarebbe dire: hanno preso il volo nel becco e negli artigli di uccellaci maledetti.

Si! Uccelli maledetti e protetti da un’assurda disposizione europea che ritiene in via d’estinzione lo “sturnus vulgaris” che, invece a milioni imperversa per mesi nei nostri territori.

Ora non vorrei impelagarmi in argomentazioni politiche per mettere in discussione la nostra adesione alla Comunità Europea e all’euro, ma si può giustificare l’esistenza di un organismo comunitario che non riesce a tutelare l’agricoltura da questa sventura? Per la xylella fastidiosa non sappiamo che “pesci prendere”, per la lebbra speriamo in esperti ben pagati, ma distratti nei loro studi; per la speculazione commerciale che offende il lavoro degli agricoltori speriamo in Dio; ma essere presi in giro anche dagli storni… è troppo!

In questi giorni stiamo misurando l’altitudine degli edifici sede dei Municipi per vedere se dobbiamo pagare o no l’IMU sui terreni agricoli; ci viene dimezzata la quantità di gasolio acquistabile a prezzo assistito; l’Agea controlla i nostri uliveti e l’INPS con l’INAIL è attenta a verificare se applichiamo la normativa antinfortunistica della legge 626/1996 e la nuova classe politica, sensibile ai valori ambientali, ci bacchetta per via dei prodotti chimici che siamo costretti ad utilizzare. Su questi temi ci sarebbe la disponibilità a discutere, ma sugli storni, per favore…!

E chiedo ai deputati europei eletti in Puglia (Rosa D’Amato – Raffaele Fitto – Elena Gentile – Barbara Matera): conoscono il problema e quali iniziative legislative hanno presso e/o intendono prendere? I candidati alle prossime elezioni regionali, nei loro programmi, cosa prevedono per questo problema? Vedrete che non ci risponderanno, mentre saranno solleciti a chiedervi il voto.Come potete notare non mi rivolgo all’amministrazione comunale, agli assessori effettivi e/o delegati, ora hanno da friggere le pettole.

Sanmichelesalentino5dicembre2014edmondobellanova

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