La stampa sulle ultime vicende sammichelane

Articolo di Victor Botta apparso oggi sul Quotidiano di Brindisi:

«Il Natale è morto!Il Comune aspetta la Tares per addobbare il Paese». È l’eloquente striscione, con tanto di “altarino”, comparso la notte scorsa davanti al portone di ingresso del Municipio di San Michele Salentino. Un gesto eclatante compiuto da ignoti che fotografa, tuttavia, la rabbia di molti cittadini che tra pochi giorni saranno chiamati a pagare il saldo della tassa sui rifiuti e sui servizi 2013 con aumenti che in media, rispetto allo scorso anno, si aggirano tra il 50% ed il 70% per le utenze domestiche. La “mazzata” si rivelerà particolarmente pesante per gli esercizi commerciali (come pizzerie, ristoranti, fiorai, bar) che ricadono nella categoria ad alta produzione di spazzatura, con bollette che spesso oscilleranno tra i 2mila ed i 3mila euro. Molti sanmichelani, allarmati, si sono recati presso l’ufficio economato del Comune per chiedere lumi sul perchè di un aumento così inaspettato e spropositato, soprattutto alla luce dell’introduzione del sistema di raccolta differenziata che, a rigor di logica, pensano in molti, avrebbe dovuto comportare un alleggerimento e non un aggravio dei costi a carico dei contribuenti. E per una cittadina che, notoriamente, si caratterizza per un florido e variegato comparto commerciale che sta risentendo inevitabilmente della crisi economica, una Tares così salata rischia di mettere in ginocchio molte attività. «Siamo davvero esausti di questa situazione che rende difficile consentirci di pagare in appena 10 giorni migliaia di euro di tasse sommando i diversi tributi. Abbiamo subito un aumento della Tares rispetto allo scorso anno- ha spiegato con un tono quasi rassegnato un macellaio a nome di tutta la categoria- di circa il 50%. A questo si aggiungono quasi 1.000 euro per lo smaltimento dei rifiuti speciali». Ad essere maggiormente tartassati saranno, tuttavia, le attività di ristorazione con un incremento in media del 200%. Particolarmente emblematico il caso dei fiorai che, pur non navigando nell’oro, si sono visti recapitare un F24 di ben 1.000 euro. «L’Amministrazione Comunale, purtroppo, non ha ritenuto di recepire i consigli che la minoranza consiliare ha inutilmente proposto sia in sede di approvazione del bilancio che in sede di assestamento dello stesso- è l’attacco sferrato dal consigliere di opposizione Marcello Spina di “Insieme si può” che ieri ha tenuto un incontro pubblico su questa spinosa questione- Il Comune poteva scegliere di non applicare per l’anno 2013 la Tares mantenendo in vigore la Tarsu come fatto da altri Comuni in tutta Italia». Questo, secondo Spina, avrebbe consentito di applicare le tariffe Tarsu 2012, meno onerose per i cittadini, evitando di far pagare per il corrente anno la quota servizi della Tares alle attività commerciali, artigianali ed a tutti i contribuenti, fermo restando l’obbligo per il contribuente del versamento della quota di 30 centesimi a metro quadro dovuta allo Stato.

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