La “Gher” di Marilena Gulletta alla Selva di Fasano

Riceviamo da Pubblidea – Brindisi e pubblichiamo:

L’evento che domenica prossima 16 giugno alle ore 17 si svolgerà nel punto più alto della Selva di Fasano (viale delle Querce 128 presso «B&B Nonna Lucia») ha un che di straordinario e segna il matrimonio tra arte, cultura, benessere e mondi nomadi e stanziali solo apparentemente distanti. Si chiamano Gher (o Ger), “yurte” in lingua russa, e da una antichità che precede la memoria (almeno dal 3.000 a. C. secondo gli antropologi) sono le case dei pastori mongoli, il loro riparo dai venti della steppa, dalla pioggia e dal freddo dell’interminabile inverno centro-asiatico.

La Gher prossima all’inaugurazione è una delle creazioni di Marilena Gulletta, l’artista designer impegnata da anni nella mission di contaminare architetture, culture e mondi nomadi e stanziali. L’opera, realizzata dall’artista pugliese in collaborazione con i veri artigiani nomadi  mongoli e giunta in Puglia a seguito di una delle tante sue spedizioni nelle terre delle steppe asiatiche, è stata battezzata “Conibianchi” e si ispira al matrimonio ideale tra Trullo e Gher, due architetture sotto tutela Unesco che non nascondono tratti comuni, a partire dalla pianta circolare e dalle cupole cuneiformi.

Marilena Gulletta

L’abitazione, 35 mq per 600 kg, è montata e allestita nell’idea di riprodurre fedelmente abitudini e stili di vita semplici e sostenibili. La Gher trasporta con sé la magia di un tempio, per questo gli ospiti saranno immersi in atmosfere rarefatte che riparano dal rumore quotidiano. Lo assicura Serena Macrì, presidente dell’Associazione del Benessere Yurta che si occuperà di organizzare l’originale spazio. «La Gher è una soluzione per vivere meglio il quotidiano – ci spiega la responsabile dell’associazione -, per questo pensiamo di farne un luogo esclusivo nel quale ospitare corsi e seminari, corsi di cucina naturale e degustazioni, piccoli meeting, corsi residenziali di discipline olistiche e tecniche di rilassamento. Si tratta di un ambiente del tutto particolare nel quale il silenzio, il colore, gli arredi e la luce conciliano la didattica, il benessere psico-fisico e l’attenzione. Si distingue dalle altre perché il tema della Gher mongola è riletto con un disegno originale di Marilena Gulletta che si è ispirata alla civiltà dei trulli».

Nella Gher “contaminata” della Selva, nulla è casuale, ogni cosa ha un significato, una simbologia, e si presta a un rituale specifico. La struttura è costituita da una intelaiatura circolare in legno che fa da perimetro e da appoggio per i pali di sostegno. La cupola è coperta, dalla parte interna, da uno strato di feltro di lana pura che garantisce un’adeguata coibentazione, da quella esterna, da più teli che vestono e isolano, fino all’ultimo caratteristico di color bianco con ricami colorati che avvolge la Gher con lacci di crine di cavallo e cammello. In alto una corona con un lucernario, a forma di ruota di carro, una vera e propria finestra sul cielo, sui lati due porte che assicurano il ricambio dell’aria. All’interno una stufa, simbolo del rituale della venerazione del fuoco praticato dai nomadi dell’Asia centrale per secoli, e per questo considerata sacra. Nessun tirante o cavo esterno. La tecnica di costruzione fa sì che la Gher, pur essendo una tenda, si mantenga ben salda ed eretta senza ancoraggi al terreno, anche in caso di forte vento.

Domenica, dunque, appuntamento sulla Selva di Fasano alle ore 17 per scoprire il segno di un’antica civiltà nomade che oggi potremmo eleggere a modello virtuoso di architettura leggera.

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